Interazione Uomo Macchina

yikebike: electric mini-farthing

Pubblicato da: tinabar su: settembre 14, 2009

esercizio: bad design

Pubblicato da: aligagroup su: dicembre 3, 2008

Esercizio : bad design
“perdita di memoria” sedili Toyota Aygo, Yaris ecc..

In vari modelli di autovettura ,tra i quali quelli nello specifico Toyota: yaris, aygo, ma anche Citroen C1, Peugeot 107 ecc, troviamo un fastidiosissimo difetto di bad design; La “perdita di memoria” di entrambi i sedili, ovvero, l’impossibilità del meccanismo di movimento del sedile stesso, nel memorizzare la posizione preferita dall’autista o dal passeggero, e quindi, perderla ogni qual volta si muova il sedile.
Basti pensare al caso in cui , in una 3 porte, si debba far passare un terzo passeggero per sistemarlo nei posti posteriori, oppure quando è necessario abbassare il sedile per ingrandire la capacità di carico dell’autovettura, il sedile non ritornerà mai alla posizione di partenza.
Risulta quindi spesso fastdioso, specialmente da parte dell’autista, dover risistemare il proprio sedile ogni volta prima di partire per trovare la posizione adeguata per guidare tranquillamente.
Sarebbe stato sufficiente montare un meccanismo di movimento per i sedili differente, prendendo spunto addirittura da modelli di autovettura di anni precedenti, dove tale sistema era già presente, che permettesse ad entrambi i sedili di “non perdere la memoria” ad ogni movimento, ritornando ogni volta, alla posizione già assegnata.

Marco Cassitta

pubblicato sul blog ufficiale del gruppo :
www.aligagroup.wordpress.com

Immagini di ispirazione

Pubblicato da: nlinda su: dicembre 3, 2008

Pubblicato da: aligagroup su: dicembre 3, 2008

Esercizio : bad design
“perdita di memoria” sedili Toyota Aygo, Yaris ecc..

In vari modelli di autovettura ,tra i quali quelli nello specifico Toyota: yaris, aygo, ma anche Citroen C1, Peugeot 107 ecc, troviamo un fastidiosissimo difetto di bad design; La “perdita di memoria” di entrambi i sedili, ovvero, l’impossibilità del meccanismo di movimento del sedile stesso, nel memorizzare la posizione preferita dall’autista o dal passeggero, e quindi, perderla ogni qual volta si muova il sedile.
Basti pensare al caso in cui , in una 3 porte, si debba far passare un terzo passeggero per sistemarlo nei posti posteriori, oppure quando è necessario abbassare il sedile per ingrandire la capacità di carico dell’autovettura, il sedile non ritornerà mai alla posizione di partenza.
Risulta quindi spesso fastdioso, specialmente da parte dell’autista, dover risistemare il proprio sedile ogni volta prima di partire per trovare la posizione adeguata per guidare tranquillamente.
Sarebbe stato sufficiente montare un meccanismo di movimento per i sedili differente, prendendo spunto addirittura da modelli di autovettura di anni precedenti, dove tale sistema era già presente, che permettesse ad entrambi i sedili di “non perdere la memoria” ad ogni movimento, ritornando ogni volta, alla posizione già assegnata.

Marco Cassitta

pubblicato sul blog ufficiale del gruppo :
www.aligagroup.wordpress.com

Presentzione Gruppi

Pubblicato da: stagegroup08 su: novembre 4, 2008

Bad Design Brain Storping – Cintura militare

Pubblicato da: brainstorping su: novembre 3, 2008

La cintura
La cintura

L’esempio di “Bad Design” che vi voglio mostrare è la mia cintura di una nota marca italiana.
Il modello è militare, quindi non è in pelle e non ha i buchi.
La cintura è composta da una fibbia rettangolare cava che si trova ad un’estremità,
al cui interno si trova un fermo a forma di cilindro in cui passa l’altra estremità e,
una volta regolata alla circonferenza vita, la “blocca”.
Il problema della cintura è proprio questo fermo, che non sempre è efficiente,
a volte infatti si blocca a metà, come vedete nella foto (il fermo per stringere dovrebbe trovarsi a sinistra dello schermo)
 e spesso e volentieri rischio di ritrovarmi coi pantaloni a terra!
Non a caso l’”artefatto” non mi è costato molto, cercavo un modello semplice, sportivo e soprattutto economico,
ma è proprio vero che chi più spende meno spende!

Brain Storping, Elena Corongiu

Bad design

Pubblicato da: caminera su: ottobre 28, 2008

Le sedie e i banchi delle aule della facolta’ di scienze politiche sono state fissate al pavimento ma troppo lontane tra di loro. Se lo studente vuole appoggiare la schiena allo schienale automaticamente e’ troppo lontano dal banco per scrivere. Se al contrario decide di scrivere non puo’ appoggiare la schiena.  Mal di schiena o appunti? Risultato di un bad design che ha preferito una bella sedia a una comoda.

Gruppo Caminera, Gabriella Brundu

Mogulus Bad design “Le custodie dei cd” (ergonomia fisica).

Pubblicato da: mogulus su: ottobre 26, 2008

Le custodie dei cd sono scomode se devono contenere libretti, ma soprattutto i pomellini che tengono e fanno roteare il coperchio si rompono con grande facilità. Con quello che costano i cd penso che non sarebbe difficile trovare una soluzione da parte delle case discografiche.

 

 

 

 

 

 

Carlo Sanna

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Mogulus Bad design “Rasoio elettrico Braun” (ergonomia fisica).

Pubblicato da: mogulus su: ottobre 26, 2008

Questo rasoio funziona bene, però si scalda tantissimo e trasmette il calore al viso, di conseguenza è sgradevolissimo da usare in generale,d’estate invece è impossibile, ve l’assicuro. Però almeno non ha le testine tonde della philips che sono scomodissime per radere sopra il labbro.

 

 

 

 

 

 

 

 

Carlo Sanna

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Mogulus bad design “flauto di Pan” (ergonomia fisica).

Pubblicato da: mogulus su: ottobre 26, 2008

Il flauto di Pan è uno degli strumenti musicali più rozzi e scomodi che che esistano. La sua scomodità è data dal fatto che ogni canna equivale a una nota, quindi per cambiare nota bisogna spostare lo strumento (o la bocca). In tutti gli strumenti a fiato evoluti, invece, le note si cambiano premendo combinazioni di pulsanti e con altre tecniche che comunque non danneggiano la rapidità dell’esecuzione e soprattutto la rapidità di scambio fra una nota e l’altra. (Fra l’altro questo esemplare non ha neanche i semitoni e copre solo due ottave)

 

 

 

 

 

 

 

Carlo Sanna

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